Test della prova di carico

Anche se ogni prova di carico presenta caratteristiche proprie e peculiari, in linea di, massima, per quelle più diffuse sugli orizzontamenti, si dovranno tener presenti alcuni criteri generali:

a) la zona di carico (nel caso di prove su solai) dovrà essere sufficientemente distante dalle travi o sostegni paralleli all’orditura per non risentire del loro possibile effetto collaborante che, per strutture di recente concezione, è spesso non trascurabile per la presente della cappa superiore armata;

b) la larghezza della striscia di carico (per prove con serbatoi) dovrà essere tale da interessare almeno tre travetti contigui;

c) nel caso di solaio a getto pieno la distribuzione di misura delle deformazioni verticali dovrà comprendere almeno tre punti per ciascuna delle due direzioni principali di orditura;

d) visto che di solito le prove di carico si eseguono sulla struttura grezza, al carico variabile di normativa dovrà essere opportunamente sommato quello permanente dovuto ai carichi mancanti, non ancora posati;

e) per evitare fenomeni dinamici o rotture fragili il carico di prova dovrà sempre essere applicato per gradi e secondo step di entità costante ed intervalli di tempo regolari, monitorando in continuo (ecco l’importanza di avvalersi di un’attrezzatura adeguata e professionale) gli spostamenti nei punti predefiniti e consentendo alla struttura un adeguato completamento dello stato deformativo, sia in fase di carico che in fase di scarico;

f) nel caso di solai monodirezionali sarà sempre opportuno misurare, oltre alle frecce caratteristiche della campata lungo la direzione principale (appoggi, mezzeria, quarti etc..) anche qualche valore delle deformazioni trasversali in modo da poter successivamente valutare il grado di collaborazione laterale.

Tipologie di applicazione del carico di prova:

Nella maggioranza dei casi il carico di prova è applicato attraverso il posizionamento di serbatoi per collaudi di idonee dimensioni, opportunamente caricati d’acqua; questo metodo ha il grande pregio di essere in grado di riprodurre più fedelmente quanto ipotizzato in fase di progetto (carico distribuito) ma comporta un tempo relativamente lungo d’esecuzione; con le dovute cautele (rischio di punzonamento o di incapacità resistente del contrasto superiore) è possibile in taluni casi simulare il carico distribuito utilizzando sistemi idraulici in grado di applicare uno o più carichi puntuali che producano un momento flettente a punti equivalente a quello teorico.

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